Bologna 26-27 Ottobre 2018

Palazzo De’ Toschi
Piazza Minghetti, 4/d

Presentazione del convegno

L’idea di questo Convegno nasce dall’attuale profonda separazione tra cultura “scientifica” e cultura “umanistica”, particolarmente evidente nell’esercizio dell’attività clinica, ove i risultati della ricerca scientifica debbono essere trasmessi ed applicati all’uomo. Le cause della odierna contrapposizione tra le “due culture” sono molteplici. La sempre maggiore rapidità di sviluppo delle scienze e delle relative tecnologie ha reso pressoché impossibile alla mente umana un effettivo dominio della conoscenza disponibile. Ma soprattutto è divenuto sempre più necessario impiegare tutte le nostre capacità critiche per distinguere le nozioni veramente utili da quelle aleatorie o false.

La trasmissione al pubblico e ai media dei dati della ricerca scientifica può generare una loro alterata percezione e favorire distorsioni e interpretazioni errate. Questo anche perché è difficile far comprendere la natura dinamica dei dati scientifici: i cambiamenti e i capovolgimenti di concetti considerati acquisiti possono infatti creare disorientamento, disaffezione e sfiducia verso la scienza medica, favorendo così la massiccia migrazione verso le medicine alternative. In effetti, un’inchiesta dell’Unione Europea ha dimostrato recentemente che almeno il 30% dei cittadini dell’Unione ha perso fiducia nella scienza medica.

Partendo da questi presupposti abbiamo anzitutto voluto recuperare il significato originario delle “parole” della medicina, e, riconsiderare i concetti di associazione, causalità, probabilità e rischio, che sono tra quelli più frequentemente distorti e travisati nella comunicazione. Questo, anche al fine di meglio precisare gli aspetti etici della prevenzione clinica e nutrizionale.

In seguito verranno discussi temi di etica ed empatia nei trattamenti di supporto, tra i quali le terapie complementari fisiche e termali, e le cure palliative, che si basano su un approccio terapeutico attento all’ambiente e al benessere globale della persona.
Auspichiamo che questi contributi possano dimostrare che, senza voler in alcun modo por freno all’indispensabile progresso scientifico e tecnologico, un recupero delle scienze umane nel curriculum del medico ci potrà consentire di rispondere alla richiesta di una reale condivisione e collaborazione paritaria sui problemi della salute.

Sergio Coccheri
Giovanni Boniolo